He ain’t heavy, he’s my brother traduzione-testo-video (The Justice collective)

He ain't heavy, he's my brother traduzione-testo-video (The Justice collective)Sta avendo un notevole successo questa canzone che celebra gli 96 morti della strage di Hillsborourg, dove nel 1989 per una partita di calcio tanti tifosi morirono in una calca gigantesca.

In realtà si tratta di una canzone volta a raccogliere fondi per aiutare quelle famiglie che ancora risentono di quelle perdite.

I tifosi erano quasi tutti del Liverpool; di seguito una ricostruzione di quella tragedia.

La canzone é un’emozionante ballata del 1969, e il nome Justice for 96 é il nome dell’associazione che aiuta i parenti delle vittime. 

Sopra il video ufficiale di questa bella iniziativa.

Testo:

  • The road is long, with many a winding turn 
  • That leads us to who knows where, who knows where
  • But I’m strong, strong enough to carry him 
  • He ain’t heavy – he’s my brother 
  • So on we go, his welfare is my concern
  • No burden is he to bare, we’ll get there
  • For I know he would not encumber me
  • He ain’t heavy – he’s my brother
  • If I’m laden at all, I’m laden with sadness
  • That everyone’s heart isn’t filled with gladness of love for one another
  • It’s a long long road from which there is no return 
  • While we’re on our way to there, why not share
  • And the load, it doesn’t weigh me down at all 
  • He ain’t heavy – he’s my brother 
  • He ain’t heavy – he’s my brother, he’s my brother, he’s my brother

Traduzione:

 
  • La strada è lunga, con molte curve
  • Questo ci porta a chi sa dove, chi sa dove
  • Ma io sono forte, abbastanza forte da portarlo
  • Non è pesante – è mio fratello
  • Così il andiamo, il suo benessere è la mia preoccupazione
  • Nessun onere è lui a nudo, ci arriveremo
  • Infatti io so che non mi avrebbe appesantire
  • Non è pesante – è mio fratello
  • Se sono carico a tutti, io sono pieno di tristezza
  • Che il cuore di tutti non è colmo di felicità di amore per gli altri
  • E ‘una strada lunga lunga, da cui non c’è ritorno
  • Mentre siamo sulla buona strada per lì, perché non condividere
  • E il carico, non mi appesantisce affatto
  • Non è pesante – è mio fratello
  • Non è pesante – è mio fratello, lui è mio fratello, lui è mio fratello

Artisti inglesi che cantano insieme in questa canzone:

  1. Robbie Williams, 
  2. Mick Jones (The Clash), 
  3. Peter Hooton (The Farm), 
  4. Pete Wylie, 
  5. The Justice Tonight band, 
  6. Richard Hawley, 
  7. Chris Sharrock (Oasis), 
  8. Ren Harvieu, 
  9. Dave McCabe (The Zutons), 
  10. Paul Heaton (Beautiful South), 
  11. Hollie Cook, 
  12. Jon McClure (Reverend & The Makers), 
  13. John Power (Cast) and Gerry Marsden (Gerry and the Pacemakers).

Alle ore 15:00 del 15 aprile 1989 era in programma la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest, sul campo neutro (come da regolamento) dello stadio di Hillsborough a Sheffield (Inghilterra).

Alla tifoseria del Liverpool era stata assegnata la “Leppings Lane”, settore a sinistra della tribuna centrale, che conteneva 14.600 posti, lasciando alla tifoseria del Nottingham Forest, che normalmente aveva meno seguito, la più capiente curva opposta, la “Spion Kop End”, che disponeva di 21.000 posti. Migliaia di tifosi dei Reds presero d’assalto Sheffield, in un’atmosfera gioiosa tipica di una semifinale di coppa nel calcio Inglese, per sostenere i propri beniamini: oltre al prestigio che la FA Cup ha sempre avuto nel calcio inglese e la rivalità esistente tra le due tifoserie, si aggiungeva il fatto che all’epoca i club d’oltremanica, esclusi dalle Coppe europee in seguito alla strage dell’Heysel, per arricchire la bacheca non potevano che puntare, oltre che sul campionato, sulle due Coppe nazionali.

La Leppings Lane possedeva appena 6 ingressi (contro gli oltre 60 del settore riservato ai tifosi del Nottingham Forest) e l’afflusso verso gli spalti procedeva molto a rilento (ad appena mezz’ora dal calcio d’inizio il settore era ancora mezzo vuoto).

 

 

Il monumento a memoria della strage oggi presente allo stadio di Hillsborough

A quindici minuti dall’inizio la massa di persone che premevano fuori dallo stadio era ancora enorme, cosicché la polizia pensò di aprire il “Gate C”, un grosso cancello d’acciaio posto all’ingresso di un tunnel che conduceva all’interno della Leppings Lane e agli ingressi laterali. L’idea si rivelò catastrofica: mancando ormai pochissimi minuti al fischio di inizio, i tifosi ancora fuori dallo stadio iniziarono ad accalcarsi al Gate C della Leppings Lane che permetteva accesso solo alla parte centrale della curva, la cui capienza era limitata a 2.000 posti; così, mentre questo settore della curva iniziò a riempirsi all’inverosimile, la marea di gente che continuava ad affluire dal Gate C si ritrovò chiusa dentro una sorta di imbuto. In breve gli spettatori che già si trovavano all’interno della Leppings Lane furono schiacciati verso le pareti laterali e le recinzioni che dividevano gli spalti dal campo (particolarmente resistenti perché concepite per resistere ad eventuali cariche degli hooligans, in ossequio alle normative introdotte dal governo inglese dopo la tragedia dell’Heysel) e la stessa sorte toccò agli sventurati che si trovavano ancora nel tunnel del Gate C.

Mentre nella curva si scatenava il panico, la gara iniziò regolarmente, senza che nessuno in campo e negli altri settori dello stadio si fosse minimamente accorto di cosa stesse avvenendo nella curva del Liverpool. Solo dopo 6 minuti di gioco la partita fu sospesa su segnalazione di un ufficiale di polizia, che fece presente all’arbitro che molti spettatori stavano invadendo il campo: si trattava in realtà di coloro che per evitare lo schiacciamento avevano scavalcato l’inferriata che separava la Leppings Lane dal terreno di gioco. Peraltro non avendo compreso ciò che stava realmente accadendo, la polizia prese l’iniziativa di intervenire con delle cariche volte ad impedire ai tifosi di invadere il campo. La situazione, se possibile, si fece così ancor più drammatica per i tifosi che, da un lato si trovavano schiacciati dalla calca che si era venuta a creare alle loro spalle, dall’altro venivano contrastati dalla polizia che impediva loro la possibilità di aprire delle vie di fuga. Solo dopo alcuni tragici minuti la polizia si rese conto del vero motivo dell’invasione e aprì le inferriate, lasciando finalmente ai tifosi del Liverpool la possibilità di raggiungere il terreno di gioco. Ma a quel punto, con la Leppings Lane meno piena, tutti cominciarono a capire quanto terribile fosse la portata del dramma. In mezzo alla calca avevano perso la vita ben 96 persone (79 di loro avevano meno di 30 anni), schiacciate e soffocate com’era accaduto all’Heysel; altre 200 riportarono ferite più o meno gravi.

Per la cronaca sportiva, la partita fu ripetuta il 7 maggio all’Old Trafford di Manchester: vinse per 3-1 il Liverpool, che quindici giorni dopo si aggiudicò la FA Cup, battendo i cugini dell’Everton nella finale di Wembley.

Fonte: wikipedia

He ain’t heavy, he’s my brother traduzione-testo-video (The Justice collective)ultima modifica: 2012-12-22T18:43:00+00:00da blogmaster70
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