Francesco Guccini L’ultima Thule testo tracklist biografia discografia video

Francesco Guccini L'ultima Thule testo tracklist biografia discografia videoSaluta così i suoi fan, dopo oltre 40 anni di carriera uno dei cantautori più influenti della musica italiana.

Francesco Guccini nasce a Modena nel 1940, e cresce in un paesino nelle montagne dell’appennino pistoiese, e tornò a Modena giovinetto, ma già qui iniziò con lo scrivere, principalmente racconti autobiografici, dopo il diploma diventò cronista della Gazzetta di Modena, e fu proprio dopo un intervista a modugno ( che aveva da povo vinto il Festival di Sanremo) che scrisse la sua prima canzone L’antisociale.

Guccini partecipò al Festival come autore, ma con scarso successo, fu grazie alla canzoni come Dio é morto ( cantata dai Nomadi) ed Aushwiz ( cantata dall’Equipe ’84) che si fece notare come autore, ma solo nel 1972, con La locomotiva ( di seguito) che arrivò la fama anche come cantautore impegnato di sinistra ( era quello il bollino che si metteva a chi cantava di problematiche sociali).

Guccini divenne così uno dei cantautori più ascoltato da chi era di sinistra, un vero e proprio ‘influencer’ si definirebbe ora.

La carriera di Guccini ha avuto il suo apice negli anni ’70, ma anche dopo, i suoi concerti erano pieni di fan, i quali non hanno mai smesso di seguirlo, Guccini proprio durante i concerti dava il meglio di sé, oggi viene considerato non più tanto come cantautore, ma come vero e proprio poeta italiano.

Non avevamo mai scritto di Francesco Guccini, ed abbiamo deciso di inserire le sue più belle canzoni con testi e video:

 

francesco guccini discografia completa

Abbiamo inserito (alcune) delle più belle canzoni italiane che sono scritte da Guccini:

Francesco Guccini discografia: Album, singoli e live

Anno Album 45 giri e Singoli Dal vivo
1967 Folk beat n. 1    
1968   Un altro giorno è andato/Il bello  
1970   Lui e lei/Due anni dopo  
1970 Due anni dopo    
L’isola non trovata    
1972 Radici    
1973     Opera buffa
1974 Stanze di vita quotidiana    
1976 Via Paolo Fabbri 43    
1977   Nené/Tema di Ju  
1978 Amerigo    
1979     Album concerto
1981 Metropolis    
  L’Italia di Francesco Guccini  
1983 Guccini    
1984     Fra la via Emilia e il West
1987 Signora Bovary    
1988     …quasi come Dumas…
1990 Quello che non…    
1993 Parnassius Guccinii    
1996 D’amore di morte e di altre sciocchezze    
1998     Guccini Live Collection
2000 Stagioni    
2001     Francesco Guccini Live @ RTSI
2004 Ritratti    
2005     Anfiteatro Live
2006 The Platinum Collection    
  Nella giungla  
2010 Storie di altre storie    
2012 L’ultima Thule    

 

 Tracklist album l’ultima Thule:

  1. L’ultima volta
  2. Canzone di notte n°4
  3. Su in collina
  4. Quel giorno d’aprile
  5. Il testamento di un pagliaccio
  6. Notti
  7. Gli artisti
  8. L’Ultima Thule

Testo L’ultima volta:

  • Quando è stata quell’ultima volta
  • che ti han preso quei sandali nuovi
  • al mercato coi calzoni corti
  • e speranza d’estate alla porta
  • ed un sogno che più non ritrovi
  • e quei sandali duravan tre mesi
  • poi distrutti in rincorse e cammino
  • quando è stata quell’ultima volta
  • che han calzato il tuo piede bambino
  • lungo i valichi dell’appenino.
  • Quando è stata quell’ultima volta
  • che ti ho vista e poi forse baciata
  • dimmi adesso ragazza d allora
  • quando e dove te ne sei andata
  • perchè e quando ti ho dimenticata
  • ti sembrava durasse per sempre
  • quell’ amore assoluto e violento
  • quando è stato che è finito il niente
  • perchè è stato che tutto si è spento
  • non ha visto nemmeno settembre.
  • Quando è stata quell’ultima volta
  • che hai sentito tua madre cantare
  • quando in casa leggendo il giornale
  • hai veduto tuo padre fumare
  • mentre tu ritornavi a studiare..
  • in quei giorni ormai troppo lontani
  • era tutto presente e il futuro
  • un qualcosa lasciato al domani
  • un attesa di sogno e di oscuro
  • un qualcosa di incerto e insicuro.
  • Sarà quando quell’ultima volta
  • che la vedi e la senti parlare
  • quando il giorno dell’ultima volta
  • che vedrai il sole nell’albeggiare
  • e la pioggia ed il vento soffiare
  • ed il ritmo del tuo respirare
  • che piano piano si ferma e scompare.

Testo L’avvelenata.

  • Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni 
  • credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni; 
  • va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia, 
  • chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato… 
  • Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante, 
  • mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’ un cantante: 
  • giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo, 
  • e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta… 
  • Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa, 
  • però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia; 
  • io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi: 
  • vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso… 
  • Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, 
  • godo molto di più nell’ ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare… 
  • se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: 
  • di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo… 
  • Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, 
  • io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista! 
  • Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, 
  • io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare! 
  • Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento? 
  • Ovvio, il medico dice “sei depresso”, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento. 
  • Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro: 
  • compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco! 
  • Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni, 
  • voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni… 
  • Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, 
  • un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate! 
  • Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso, 
  • mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso 
  • e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: 
  • ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

Testo La locomotiva:

  • Non so che viso avesse, neppure come si chiamava, 
  • con che voce parlasse, con quale voce poi cantava, 
  • quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli, 
  • ma nella fantasia ho l’immagine sua: 
  • gli eroi son tutti giovani e belli, 
  • gli eroi son tutti giovani e belli, 
  • gli eroi son tutti giovani e belli… 
  • Conosco invece l’epoca dei fatti, qual’ era il suo mestiere: 
  • i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere, 
  • i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti 
  • sembrava il treno anch’ esso un mito di progresso 
  • lanciato sopra i continenti, 
  • lanciato sopra i continenti, 
  • lanciato sopra i continenti… 
  • E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano 
  • che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano: 
  • ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, 
  • sembrava avesse dentro un potere tremendo, 
  • la stessa forza della dinamite, 
  • la stessa forza della dinamite, 
  • la stessa forza della dinamite.. 
  • Ma un’ altra grande forza spiegava allora le sue ali, 
  • parole che dicevano “gli uomini son tutti uguali” 
  • e contro ai Re e ai tiranni scoppiava nella via 
  • la bomba proletaria e illuminava l’ aria 
  • la fiaccola dell’ anarchia, 
  • la fiaccola dell’ anarchia, 
  • la fiaccola dell’ anarchia… 
  • Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione, 
  • un treno di lusso, lontana destinazione: 
  • vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori, 
  • pensava al magro giorno della sua gente attorno, 
  • pensava un treno pieno di signori, 
  • pensava un treno pieno di signori, 
  • pensava un treno pieno di signori… 
  • Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione, 
  • forse una rabbia antica, generazioni senza nome 
  • che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore: 
  • dimenticò pietà, scordò la sua bontà, 
  • la bomba sua la macchina a vapore, 
  • la bomba sua la macchina a vapore, 
  • la bomba sua la macchina a vapore… 
  • E sul binario stava la locomotiva, 
  • la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva, 
  • sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno 
  • mordesse la rotaia con muscoli d’ acciaio, 
  • con forza cieca di baleno, 
  • con forza cieca di baleno, 
  • con forza cieca di baleno… 
  • E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo 
  • pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto. 
  • Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura 
  • e prima di pensare a quel che stava a fare, 
  • il mostro divorava la pianura, 
  • il mostro divorava la pianura, 
  • il mostro divorava la pianura… 
  • Correva l’ altro treno ignaro e quasi senza fretta, 
  • nessuno immaginava di andare verso la vendetta, 
  • ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno: 
  • “notizia di emergenza, agite con urgenza, 
  • un pazzo si è lanciato contro al treno, 
  • un pazzo si è lanciato contro al treno, 
  • un pazzo si è lanciato contro al treno…” 
  • Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva 
  • e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva 
  • e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: 
  • “Fratello, non temere, che corro al mio dovere! 
  • Trionfi la giustizia proletaria! 
  • Trionfi la giustizia proletaria! 
  • Trionfi la giustizia proletaria!” 
  • E intanto corre corre corre sempre più forte 
  • e corre corre corre corre verso la morte 
  • e niente ormai può trattenere l’ immensa forza distruttrice, 
  • aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto 
  • della grande consolatrice, 
  • della grande consolatrice, 
  • della grande consolatrice… 
  • La storia ci racconta come finì la corsa 
  • la macchina deviata lungo una linea morta… 
  • con l’ ultimo suo grido d’ animale la macchina eruttò lapilli e lava, 
  • esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo: 
  • lo raccolsero che ancora respirava, 
  • lo raccolsero che ancora respirava, 
  • lo raccolsero che ancora respirava… 
  • Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore 
  • mentre fa correr via la macchina a vapore 
  • e che ci giunga un giorno ancora la notizia 
  • di una locomotiva, come una cosa viva, 
  • lanciata a bomba contro l’ ingiustizia, 
  • lanciata a bomba contro l’ ingiustizia, 
  • lanciata a bomba contro l’ ingiustizia!

Testo Bologna Francesco Guccini:

  • Bologna e’ una vecchia signora dai fianchi un po’ molli
  • col seno sul piano padano ed il culo sui colli
  • Bologna arrogante e papale Bologna la rossa e fetale
  • Bologna la grassa e l’ umana gia’ un poco romagna 
  • e in odor di toscana
  • Bologna per me provinciale Parigi minore mercati all’ aperto
  • Bistrots della rive gouche l’odore con Sartre che pontificava
  • Baudelaire fra l’assenzio cantava ed io modenese volgare a
  • sudarmi un amore fosse pure ancillare
  • pero’ che boheme confortevole giocata fra casa e osterie
  • quando a ogni bicchiere rimbalzano
  • le filosofie oh quanto eravamo
  • poetici ma senza pudore e paura
  • e i vecchi imberiaghi sembravano la letteratura
  • oh quanto eravam tutti artistici
  • ma senza pudore o vergogna cullati
  • fra i portici cosce di mamma Bologna
  • Bologna e’ una donna emiliana di zigomo forte
  • Bologna capace d’ amore capace di morte
  • che sa quel che conta e che vale che sa dov’ e’ il sugo del sale
  • che calcola il giusto la vita e che sa
  • stare in piedi per quanto colpita
  • Bologna e’ una ricca signora che fu contadina
  • benessere ville gioielli e salami in vetrina
  • che sa che l’odor di miseria da mandare giu’ e’ cosa seria
  • e vuole sentirsi sicura con quello
  • che ha addosso perche’ sa la paura
  • lo sprechi il tuo odor di benessere pero’
  • con lo strano binomio dei morti per sogni
  • davanti al tuo santo Petronio e i tuoi bolognesi se esistono
  • ci sono od ormai si son persi confusi e legati a
  • migliaia di mondi diversi oh quante parole ti cantano
  • cullando i cliche’ della gente cantando canzoni che e’ come
  • cantare di niente
  • Bologna e’ una strana signora volgare matrona
  • Bologna bambina per bene Bologna busona
  • Bologna ombelico di tutto mi spingi a un
  • Singhiozzo e ad un rutto
  • rimorso per quel che m’ hai dato
  • che e’ quasi ricordo e in odor di passato

Francesco Guccini su internet ( le pagine ufficiali):

  1. http://www.francescoguccini.it/
  2. http://www.facebook.com/pages/Francesco-Guccini/92499218702
  3. https://twitter.com/GucciniOfficial
  4. https://www.youtube.com/user/guccinichannel
  5. http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Guccini
Francesco Guccini L’ultima Thule testo tracklist biografia discografia videoultima modifica: 2012-12-05T12:45:00+00:00da blogmaster70
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