SOGNANDO – DON BACKY – TESTO – VIDEO

Sognando è un altro dei capolavori musicali scritti da Don Backy,don backy una canzone dedicata agli istituti psichiatrici, i vecchi manicomi

La canzone è stata pubblicata esattamente nel 1978, nello stesso anno in cui fu approvata la legge Basaglia, cioè quella legge per cui i manicomi dovevano essere chiusi, ma la riforma Basaglia si basava più che altro sul concetto che esistevano delle persone con dei problemi mentali, e che questi problemi potevano venire affrontati diversamente, senza dover per forza rinchiudere queste persone in un vero e proprio lager, cioé come la realtà dei vecchi manicomi

Don Backy si mette nei panni di un ricoverato, e lo fa cantare, in modo semplice e profondo riesce a cogliere quasi tutti gli aspetti della follia com’era vissuta prima di questa data..


Oltre ad avere un grande testo, che è in pratica un poesia, questa canzone è molto bella da ascoltare, e potrebbe supportare qualsiasi testo..

Una curiosità: Don Backy fece anche l’attore, nella foto in alto era uno degli interpreti di un film western...

Testo: SognandoDon Backy :
Me ne sto lì seduto e assente, con un cappello sulla fronte

e cose strane che mi passan per la mente
avrei una voglia di gridare, ma non capisco a quale scopo
poi d’improvviso piango un poco e rido quasi fosse un gioco
Se sento voci, non rispondo / Io vivo in uno strano mondo
Dove ci son pochi problemi / Dove la gente non ha schemi
Non ho futuro, né presente, e vivo adesso eternamente
il mio passato é ormai per me, distante
ma ho tutto quello che mi serve, nemmeno il mare nel suo scrigno
ha quelle cose che io sogno, e non capisco perché piango
Non so che cosa sia l’amore / E non conosco il batticuore
per me la donna rappresenta / Chi mi accudisce e mi sostenta
Ma ogni tanto sento che, gli artigli neri della notte
mi fanno fare azioni, non esatte
d’un tratto sento quella voce, e qui incomincia la mia croce
vorrei scordare e ricordare, la mente mia sta per scoppiare
E spacco tutto quel che trovo / Ed a finirla poi ci provo
Tanto per me non c’è speranza / Di uscire mai da questa stanza
Sopra un lettino cigolante, in questo posto allucinante
io cerco spesso di volare, nel cielo
non so che male posso fare, se cerco solo di volare
io non capisco i miei guardiani, perché mi legano le mani
E a tutti i costi voglion che / Indossi un camice per me
Le braccia indietro forte spingo / E a questo punto sempre piango
Mio Dio che grande confusione, e che magnifica visione
un’ombra chiara mi attraversa, la mente
le mani forte adesso mordo e per un attimo ricordo
che un tempo forse non lontano, qualcuno mi diceva: ‘t’amo’
In un addio svanì la voce / Scese nell’animo una pace
Ed è così che da quel dì / Io son seduto e fermo qui